Sono quello
in cui credo
Sono quello in cui credo
Nicola Rosato
Sono fortunato, l’ho sempre detto.
Nascere in Italia è già un dono, ma se impari a vivere a Torino puoi andare ovunque.
Anche se non hai niente, puoi stare bene lì, sentirti a casa.
Ricordo il profumo dei peperoni arrostiti sulle reti del materasso, a quel tempo non capivo il significato dell’arte dell’arrangiarsi, ma ora mi chiedo in quale altro posto al mondo sia possibile una cosa del genere.
Le giornate in montagna, le spensierate uscite in moto con gli amici e i momenti passati con mio padre, quello che mi manca di più è tutto questo.
Adesso che vivo con la mia famiglia in Spagna, sento ancora il profumo dei peperoni, quello del ragù di mia nonna.
Perché c’è un trucco, se hai radici solide, puoi andare lontano quanto ti pare, ma la tua terra sarà sempre dentro di te.
Sono le nostre radici, le nostre ORIGINI che ci fanno crescere …
… e grazie a loro sono diventato quello che sono oggi
Io, Nicola
«È grazie ai miei genitori se sono diventato quello che sono oggi, con valori saldi che vorrei condividere con voi, regole di vita che mi hanno indicato la strada da percorrere e su cui ho costruito tutto quello che ho».

La Famiglia
Dimenticare Torino, il quartiere Borgo Vittoria in cui sono nato, sarebbe dimenticare chi sono. Come fai a girare il mondo se non hai radici solide?
La famiglia è tutto: il motivo per cui ti svegli al mattino e quello che ti fa tornare a casa la sera. Nessun uomo, nemmeno il più forte, può andare avanti da solo. I miei genitori, mia moglie, i miei figli: senza di loro non sarei arrivato da nessuna parte.
Autentico
In cucina come nella vita bisogna usare ingredienti veri, altrimenti i nostri piatti saranno solo imitazioni di quelli di qualcun altro.
Mi è sempre stato detto che tutti i nodi vengono al pettine, devi solo essere onesto, quindi non hai nulla da temere. Ovviamente non sto dicendo che non dovresti mai scendere a compromessi, ma puoi farlo rimanendo te stesso.
Che poi è anche più facile, vero? Dovrebbe venirci naturale, come cucinare per coloro che amiamo.


Rispetto
Chiamatela umiltà, modestia, avere i piedi per terra, ma il punto è che non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo partiti.
Accetta le critiche, quelle che ti fanno crescere, rispetta chi la pensa diversamente e non fa mai pesare a nessuno i propri successi, queste sono le regole per ottenere la stima delle persone che ci circondano.
Sono cresciuto bene, e sono cresciuto molto!
Compromesso
INon importa quanto sia difficile, non dovresti mai arrenderti. So che sembrano cavolate, ma è così, per me lo è stato!
Ho passato le notti in cucina a rompermi la schiena, ho avuto momenti in cui ero lì lì per buttare il grembiule per terra.
Ma sai che c'è?
NON L'HO MAI FATTO!
Se credi in qualcosa, combatti per ottenerla, forse non ci riuscirai, ma non avrai nulla di cui pentirti.


Coraggio
Per un ragazzo andare via di casa non è facile. Lasciare la tua terra, i tuoi amici, i tuoi cari è una vera prova di vita ..
Senza questo sforzo, tuttavia, non puoi crescere o andare lontano, in tutti i sensi.
Lo stesso vale per la cucina: devi avere l'audacia di sperimentare nuovi sapori, anche se rischi di essere preso per pazzo.
Squadra
Ho sempre pensato che il lavoro dello Chef fosse anche quello di coach. Per i miei ragazzi sono una guida, è importante motivarli sempre con tutte le mie forze indipendentemente dalla situazione, così come fecero al tempo i miei Maestri. Per tenere unita la brigata, spesso in cucina metto la musica a palla. Incito i ragazzi come fosse una partita di calcio, così quando arriva la prima comanda sento ruggire dei leoni.
Lavorare di squadra - e non individualmente – significa per me dare un valore aggiunto: mai dimenticare che sono tante piccole gocce a fare il mare, e non il contrario!